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16/12/2010
Applausi e consensi

Riportiamo il commento e le impressioni del dottor Aldo Brunetti membro del Collegio Sindacale di Credicoop e a seguire un approfondimento della redazione sulla vita dei due compositori.


Ars Cantus è una Associazione che si realizza attraverso il proprio coro e orchestra, formati entrambi in prevalenza da giovani la cui direzione è affidata al Maestro Giovanni Tenti.
Sabato, 11 dicembre nella Chiesa Prepositurale di S. Maria Assunta di Cernusco sul Naviglio, il piacere di riascoltarli nell’esecuzione della “V^ sinfonia” di L. V. Beethoven (1770-1827) e nel “Te Deum” di A. Brucker (1824-1896).
Non casualmente la serata-concerto è titolata: “Il destino e la grazia” ed è stata voluta e organizzata dal Credicoop di Cernusco sul Naviglio.
Dopo una breve introduzione del Presidente CdA Credicoop, Giuseppe Milan, accompagnando il messaggio augurale per le prossime festività a tutti i numerosi intervenuti, autorità e pubblico soci e non, e al doveroso ringraziamento al Parroco Don Ettore per l’accoglienza nella Prepositurale, cede la “parola” ai suoni e al loro misterioso itinerario.
Si apre con la “V^ sinfonia”. Credo che universalmente ai Mi bemolle ripetuti in ritmica sequenza in apertura della sinfonia, ne consegua un sentimento che lo stesso compositore espresse: “il destino che bussa alla porta”. Aggiungerei che queste poche note, in apparenza semplici, sono la “cellula” vitale su cui nasce, cresce e si sviluppa l’intero tessuto sinfonico. Troppe le cose che potrebbero essere dette e che sono state dette su questa sinfonia. Oggi, dopo che tan’acqua è passata sotto i ponti della civiltà musicale europea, ancora la nostra stupefatta meraviglia di fronte a questa composizione (una tra le più universalmente note e frequentemente eseguite) ovviamente dovuta più alla consapevole ammirazione per i suoi assoluti valori musicali nutriti di una eccezionale carica di motivi ideali (senza parafrasare Schopenhauer e Kant) in cui si incornicia la vita di tutti noi: dalle forze cieche del “destino” alla luce radiosa della coscienza razionale.
Nella seconda parte della serata musicale abbiamo ascoltato il “Te Deum” di A. Bruckner. Compositore prolifico, ha contatti con i maggiori musicisti del suo tempo (Wagner, Liszt, Berlioz, Mahler, ma in Brahms avrà un avversario spietato). Fervente cattolico, sua la “…io sono una natura infiammata di cattolico: Brahms, un freddo temperamento di protestante…” e le sue numerose composizioni a caratterizzazione sacra ne rendono appieno l’assunto che precede.
Nella profonda e circostanziata esegesi di Giulio Confalonieri, confortata da una conoscenza di tutta la maggior produzione bruckeriana (sacra e sinfonica) ne rileva i temi “impregnati di vitalità sinfonica”, “una certa spazialità” dell’orchestrazione che “risuona come respiro dell’universo”. Compositore la cui esistenza è stata tribolata anche da problemi di salute, non “facile” o “immediato” tant’è che fu obliato per lungo tempo (soprattutto nel nostro Paese) dalla critica e dalle sale concertistiche, oggi ripreso da una maggior attenzione e consapevolezza che vede nella musica di questo compositore la “carica di futuro nei suoi profetici lampeggiamenti”.
Applauditi gli esecutori, direttore, orchestra e coro, chiamati ripetutamente ai bis. Eseguita da violino solista e orchestra una fascinosa interpretazione del brano “Meditation” dall’opera “Thais” di Jules Massenet (1842-1912) e altri brani per coro e orchestra.
Si chiude la serata concertistica con le parole di Don Ettore nel segno del “destino e della grazia” quale preludio all’ormai prossimo Natale e che come musica di stupore e preghiera invada i cuori.

Aldo Brunetti



Cosa possiamo dire di questi due compositori? Nomi senza dubbio conosciuti al grande pubblico, ma dove sono nati? Dove hanno vissuto? Conosciamoli meglio leggendo un breve tratto della loro vita.



Ludwig van BeethovenLudwig van Beethoven
(Bonn 1770 - Vienna 1827)

Nato a Bonn (Germania) nel 1770 Beethoven è stato uno dei più grandi compositori di ogni tempo.
Infanzia non certo facile con un padre maldestro cantante ma grande ubriacone, capace solo di sperperare i pochi guadagni in grado di racimolare, e di spremere all’eccesso le capacità musicali di Ludwig, nella speranza di ricavar quattrini.
La madre, una donna umile ma giudiziosa e onesta, appare segnata da una salute cagionevole al punto tale che, dei sette figli partoriti, quattro morirono prematuramente.
Il genio musicale del fanciullo si manifesta fin dai primi anni di vita: a quattordici anni è già l’organista del principe elettore Carl Theodor di Baviera.
Nel 1792 si trasferisce a Vienna, la città lo incanterà e lo tratterrà per tutta la sua vita.
Una malattia lo rende sordo. La sordità avrebbe distrutto qualsiasi musicista, non Mozart che pur avendo sfiorato periodi di profondo abbattimento, al limite del suicidio compone le sue musiche più esaltanti, fino ad arrivare alla “Nona Sinfonia”.
Il 7 maggio 1824, a Vienna, Beethoven appare in pubblico, al teatro dell’Opera di Vienna, per la rappresentazione della “NONA”. Seduto accanto al direttore d’orchestra volta le spalle al pubblico e non può udire il fragoroso applauso che accompagna gli stacchi della sinfonia. Al termine è un’ovazione, ma il grande compositore rimane isolato dal mondo, avvolto dal silenzio della sua sordità, devono costringerlo a voltarsi perché possa constatare l'immenso successo riportato dalla sua opera.
Il 26 marzo 1827 cede ai mali che lo tormentano da tempo.




Anton BrucknerAnton Bruckner
(Ansfelden 1824 - Vienna 1896)

Nato a Ansfelden, cittadina dell’alta Austria, crebbe in un ambiente tipicamente contadino e di provincia. Figlio di un maestro elementare seguì per molti anni la strada paterna, studiando musica da solo.
Solo nel 1855 iniziò a frequentare i corsi di composizione di del maestro organista Simon Sechter a Vienna. Nello stesso anno fu nominato organista nella cattedrale di Linz. Diplomatosi in composizione nel 1861, finalmente riuscì a emergere dalla cerchia provinciale e a farsi conoscere nel mondo musicale.
Lo spirito di Bruckner si manifesta compiutamente nelle sinfonie: dalle incertezze delle prime tre, ancora molto legate alle poetiche di Schubert prima e di Wagner poi, alla compiuta autonomia delle ultime, autentici monumenti del tardo romanticismo musicale germanico.
In tutto compose undici sinfonie, ma solo le ultime nove, composte dal 1865 alla morte hanno il numero d'opus e vengono correntemente eseguite. La Nona Sinfonia rimase incompiuta.
Fra le numerose musiche sacre, hanno particolare rilievo le tre messe (1864-69) e i possenti Te Deum (1881) e Requiem della maturità.