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02/10/2009
Tour di Roma - Appunti e impressioni

Si fa presto dire “visita al Papa”, sembra lo slogan di una gita turistica: “ Partenza per Roma il 27 settembre, tour dei castelli, ingresso in Vaticano, udienza dal Papa, cena al ristorante…”. Detto così è solo il programma di un’ennesima visita alla città eterna. Interessante senz’altro, istruttiva pure, un bel ricordo da raccontare agli amici, soprattutto per quello che ho mangiato in quel ristorantino ai castelli…

Questa volta non è così. Tutto si è svolto secondo copione fin dalla partenza con la Freccia Rossa, l’arrivo in albergo, la cena, il pernottamento, la colazione, la giornata in pullman, i musei, di nuovo in pullman e il rientro in albergo alla sera. Tutto regolare e, come al solito, perfetta l'organizzazione, simpatica la compagnia e ottimo l'albergo. Poi è arrivato il quarto giorno, quello indicato come “Visita guidata ai Musei Vaticani, udienza con Sua Santità Benedetto XVI°. Per quanto mi riguarda, trovo ed ho sempre trovato estremamente difficile, se non impossibile, comunicare un’emozione, descrivere un sentimento. Non ho potuto, forse voluto, avvicinarmi più di tanto al Santo Padre; sono rimasto in mezzo al gruppo dei miei compagni, sbirciando tra le teste, spingendo leggermente chi mi stava di fronte. Ho ricevuto la Sua benedizione, poi qualcuno mi ha tirato la manica, “vieni, l’udienza è terminata che fai? Mi sembravi perso.” Si è vero, per un attimo mi sono perso. L’austerità del luogo, i simboli, la suggestione forse. Torniamo al pullman, il tour continua...

Ho sempre ritenuto che per un viaggio all’estero fosse necessario appoggiarsi ad un tour operator, ma in Italia si viaggia da soli. Devo ricredermi: non ho dovuto pensare all’albergo, agli spostamenti, alle prenotazioni dei ristoranti, ai biglietti per l’ingresso ai musei. Mi sono lasciato trasportare comodamente, potendo dedicare tutta la mia attenzione non al traffico o al bus da prendere senza sbagliare direzione, ma a ciò che mi circondava, al profumo della storia, alle sensazioni. Ho potuto scambiare impressioni con i compagni di viaggio, sono stato percorso da un brivido al cospetto del Colosseo illuminato, l’avevo sempre visto di giorno, mai di notte. E ancora il Foro, l’arco di Costantino. I riflettori creano un effetto fantastico, surreale, fanno rivivere le pietre danno vita a miti e leggende. E che dire del Mamertino, il famigerato carcere in cui è stato giustiziato Vercingetorige, il barbaro che ha tenuto testa alle legioni del grande Giulio Cesare ? Neppure ne conoscevo l’esistenza.
Venerdì, si rientra a Cernusco; nel tardo pomeriggio sono già a casa. E’ stato buon un viaggio, diverso dal solito, mi ha lasciato tanti ricordi, una simpatica compagnia, mi ha fatto pensare, mi ha arricchito. Un saluto a tutti, ci si rivede.