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22/09/2008
Lehman Brothers

Nella notte di domenica 14 u.s. è stata annunciata la notizia del ricorso al Chapter 11 della banca d’affari americana Lehman Brothers. La richiesta è stata effettuata dai vertici dell’istituto. L’istanza è stata chiesta soltanto per la Lehman Brothers Holdings Incorporated e non è stata estesa al momento alle controllate del gruppo. Al riparo sono al momento anche i fondi comuni d’investimento di Lehman, poiché i capitali raccolti tramite la società Neuberger Berman prevedevano già la loro segregazione.

Chi era la Lehman Brothers
Fondata nel 1850 dai fratelli ebrei Emanuel e Meyer, emigrati dalla Germania verso gli Usa, era attiva in origine nel commercio di granaglie e utensili per l’agricoltura. Si trasformò poi in banca d’affari seguendo il boom del commercio del cotone. Successivamente gli interessi si estesero ad
altri mercati delle commodity, partecipando alla nascita del New York Cotton Exchange, del Coffee Exchange e del Petroleum Exchange. Successivamente l’istituto ha allargato la propria attività, fino a diventare una realtà globale con succursali e filiali in quasi tutti i Paesi del mondo. E’, o meglio era, la quarta banca d’affari statunitense.

Che cosa prevede il Chapter 11?
E’ la procedura prevista dal capitolo 11 del Bankruptcy Code statunitense (equivalente alla nostra legge fallimentare), finalizzata alla soluzione della crisi dell'impresa attraverso un piano di riorganizzazione e molto simile al nostro concordato preventivo. Con il Chapter 11 si cerca di soddisfare le esigenze dei creditori, mantenendo contemporaneamente la conservazione dell’attività dell’impresa. Non si configura quindi con il fallimento della società. Durante questo tipo di procedura i beni rimangono in possesso del debitore e i creditori non possono avanzare pretese. Il piano dovrà essere approvato a maggioranza dai creditori e poi valutato e omologato dal Tribunale che, attraverso questa procedura, libera il debitore da tutti i debiti antecedenti. Gli obbligazionisti cesseranno di ricevere il pagamento delle cedole ed il rimborso del capitale. La loro misura sarà subordinata all’esito delle trattative che intercorreranno tra comitato dei creditori e società.

La situazione
Al 31 maggio scorso i debiti totali della banca ammontavano a 613 miliardi di dollari a fronte di attività per 639 miliardi di dollari, ma l’estate appena trascorsa ha alimentato le esigenze di nuove e ingenti svalutazioni, che tra l’altro hanno riguardato molti altri istituti, soprattutto negli Stati Uniti. Gli attivi sono stati così svalutati di 147 miliardi di dollari provocando un forte deterioramento dell’equilibrio finanziario del gruppo.

Rating
L’agenzia Moody’s è intervenuta lunedì mattina tagliando il giudizio da A2 a B3 per il debito senior dell’emittente Lehman Brothers Holdings e da A1 a B1 per la Lehman Brothers Inc. I debiti subordinati sono passati rispettivamente da A3 a Caa2 e da A2 a B3. Tutti i rating a lungo sono stati posti sotto osservazione per ulteriori downgrade. Al momento S&P non ha proceduto a revisioni nel giudizio e ha mantenuto il rating “A”.
Fitch nella giornata di oggi è passata da A+ alla poco confortante valutazione sull’emittente di “D”, ultimo gradino della scala di rating, mentre quella sul debito senior è passata da A+ a CCC.

Il Tesoro Usa e Federal Reserve
Nella gestione di questa fase critica il Tesoro Usa ha mantenuto una posizione dura, adducendo che le difficoltà delle banche devono essere affrontate con accordi privati. In più in questo caso, secondo il Tesoro, una iniezione di liquidità non sarebbe stata sufficiente a risolvere i problemi strutturali della banca. La fermezza su questo punto da parte del Tesoro Usa ha allontanato le due banche interessate ad un possibile intervento: Bank of America e Barclays. La Federal Reserve, dal canto suo, si è subito preoccupata della stabilità dei mercati ed è intervenuta sul monetario allargando la base dei titoli accettati come collaterale per operazioni di rifinanziamento. Non solo più bond AAA o governativi, ma anche titoli investment-grade e azioni.

Esposizione banche italiane e tedesche
Non figurano banche o finanziarie italiane tra i trenta maggiori creditori di Lehman Brothers. Anche quelle tedesche, seppur coinvolte, risultano avere un’esposizione decisamente inferiore rispetto alle concorrenti britanniche e americane.

Bond
La stima delle perdite per i possessori di bond è di difficile valutazione in quanto, oltre ai prodotti allocati presso le banche, vanno considerati anche i prodotti collocati dalle assicurazioni all’interno delle polizze (index linked). Inoltre un altro aspetto si riferisce al fatto se i bond siano o no coperti da garanzie accessorie che rendono più agevole rientrare nei piani di riparto che sono predisposti con il Chapter 11.

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